Roberto Galeno

Roberto Galeno

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La Clusaz: divertimento e relax ad alta quota

Rilassarsi e staccare la spina è sempre bello, però divertirsi con qualche attività è ancora meglio, magari con una bella giornata di sci. Au Cœur du Village, a La Clusaz,…

Rilassarsi e staccare la spina è sempre bello, però divertirsi con qualche attività è ancora meglio, magari con una bella giornata di sci. Au Cœur du Village, a La Clusaz, è il posto ideale, e adesso vi racconto il perché.

L’Hotel

Come anticipato, Au Cœur du Village è situato a La Clusaz, un paese nelle montagne francesi.
L’hotel appartiene alla catena Groupe PVG, ossia la stessa dell’Imperial Palace di Annecy, e l’accoglienza è stata come al solito fantastica.
Al nostro arrivo, siamo stati accolti da un’abbondante nevicata, che ha coperto le strade e i tetti del paese rendendo tutto ancora più magico.

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La camera

La nostra camera era enorme, con due bagni, divani, poltrone e ampie vetrate con la vista sul paese e sulle piste da sci. L’arredamento è tipico degli chalet di montagna, ed è una delle cose che mi sono piaciute di più.

La Spa

Appena sono entrato nella Cristal Spa sono rimasto letteralmente senza parole: una piscina con vista sulle montagne innevate, la sauna, hammam e idromassaggio sono gli ingredienti per godersi alcune ore di puro relax.

Dopo una giornata di sci, la Cristal Spa è la cosa più bella che si possa fare per rilassarsi e recuperare un po’ di energie.


La cucina

L’Hotel dispone di due ristoranti: Le Cinq e Le Coeur.
A Le Coeur mi sono innamorato definitivamente del croque monsieur: una delle cose più buone mangiate ultimamente!
La cucina di questo ristorante è davvero ottima e le porzioni sono abbondanti, ma vi assicuro che non è facile dire “basta” a queste prelibatezze!

A Le Cinq, abbiamo fatto un’esperienza culinaria stupenda.
Antipasti delicatissimi, filetto super gustoso, piccione dal sapore unico, dolci di un’altra categoria ma soprattutto alcuni dei formaggi più buoni che io abbia mai mangiato in vita mia.

Il personale di entrambi i ristoranti è stato davvero gentile, sempre disponibile e attento a non farci mancare nulla.
A colazione si ha l’imbarazzo della scelta: dal dolce al salato si può scegliere davvero di tutto.
La mia colazione ideale si può riassumere così: uova strapazzate, formaggi francesi, salsiccia e poi un bel waffle alla nutella.

Oltre ai due ristoranti dell’hotel, abbiamo avuto il piacere di provare anche Le Bistro, un locale nel cuore di La Clusaz in cui il simpaticissimo Pierre Guilbaud (tra le altre cose, fotografo come me che vi consiglio di seguire), ci ha consigliato una fonduta squisita e uno stufato di carne e funghi accompagnato da patate gratinate spettacolare.
Nonostante fossimo davvero sazi, essendo in Francia, non abbiamo saputo dire di no a una crepes alla nutella, ma per il dolce si sa, c’è uno scomparto a parte nel nostro stomaco.


Le attività

Andare in montagna, praticamente sommersi dalla neve e non sciare sarebbe stato un peccato.
Come accennato in precedenza, l’hotel è situato a pochi metri dalle piste, facilmente raggiungibili a piedi, una comodità davvero notevole!
Inoltre, di fianco all’hotel è presente un deposito sci nel quale è possibile affittare l’attrezzatura per una giornata sulle piste.

Era un bel po’ di tempo che non salivo sugli sci, ma alla fine è come andare in bicicletta: una volta che impari non ti scordi più come si fa!

Per evitare di romperci gambe e braccia il primo giorno del nostro soggiorno, ci siamo fatti rinfrescare le idee dal mitico Ugo, un maestro di sci della nostra età davvero simpatico e professionale.

Nonostante non sia un sciatore particolarmente esperto, posso sicuramente affermare che le piste siano davvero belle, e ovviamente ce ne sono di diversi tipi, da quelle facili per principianti a quelle più impegnative per gli sciatori più esperti.

Ok, sembra sempre che io pensi a mangiare, però vi sfido a non pensare al cibo quando a mezzogiorno e mezza, dopo una mattinata di sci, si arriva vicino a una baita sulle piste da dove esce un profumo indescrivibile.

La nostra pausa pranzo, l’abbiamo passata a Le Chalet du Praz, dove abbiamo potuto ricaricare le pile con una tartiflette che avrebbe saziato due persone.

Finalmente un weekend passato a sciare dopo tanti anni, senza però rinunciare al relax e al buon cibo! Grazie a Au Cœur du Village per la splendida accoglienza, a presto!

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Langhe e Roero: un’esperienza indimenticabile

Buon cibo, paesaggi mozzafiato, e borghi incantevoli. Per trovare tutto questo non serve uscire dall’Italia, ma si può trovare a neanche due ore da casa, in tre parole Langhe e…

Buon cibo, paesaggi mozzafiato, e borghi incantevoli. Per trovare tutto questo non serve uscire dall’Italia, ma si può trovare a neanche due ore da casa, in tre parole Langhe e Roero.

Le migliori esperienze


In questa splendida terra del basso Piemonte le attività per godersi la giornata non mancano. Tra quelle da non perdere c’è sicuramente la caccia al tartufo.


Il Truffle Tour è una bellissima esperienza che permette a chiunque di andare alla ricerca del tartufo accompagnati da un esperto trifolau e dai sui fidatissimi (e bellissimi) cani da tartufo.

Piercarlo, accompagnato dai suoi cani Rocky e Jimmy, ci ha raccontato tantissime curiosità interessanti sul tartufo, ci ha spiegato come si fa ad addestrare un cane da tartufo e come si fa ad “estrarre” un tartufo dal terreno senza danneggiarlo.
Il profumo del tartufo è qualcosa di unico, ogni volta che ne trovavamo uno sentivo il bisogno di annusarlo per un minuto!

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Il tartufo è buono, ma quando è accompagnato da un buon vino è ancora meglio!
Con l’Ente del Turismo di Langhe e Roero e la gentilissima Lucrezia abbiamo visitato le Cantine Malabaila, situate nel castello dell’omonima famiglia.

Dopo la visita al castello e le sue cantine, Lucrezia ci ha fatto fare una degustazione dei vini di loro produzione.
Sarei potuto rimanere delle ore ad ascoltare i suoi discorsi (e a bere il suo buon vino).


Un altro luogo da non perdere è il bellissimo paesino di Govone.
Per le stradine del paesino si respirava la tipica aria natalizia e la nebbiolina che avvolgeva il paese rendeva il tutto ancora più magico.

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Dove dormire

Uno dei luoghi più suggestivi della regione è sicuramente il Castello di Guarene. Di questa splendida struttura, ho un bellissimo ricordo dell’accoglienza del ristorante e delle sale interne: sembrava di essere tornati indietro nel tempo.

Nell’hotel è anche presente un centro benessere e un labirinto di siepi che si affaccia sulla pianura regalando colori magnifici.
Di tutto questo, però, ve ne parlo in modo più approfondito qui.

Lo street food per eccellenza


Se vi trovate per le strade di Alba, la prima tappa che vi consiglio è sicuramente il Civico Undici Social Street Food Walking Beer.


Si tratta di un piccolo locale dove è possibile gustare delle delizie appartenenti alle cucine che caratterizzano le origini di Fabio, il proprietario: le prelibatezze di Norcia e la pala romana.

Fabio ci ha viziato dal primo momento in cui siamo entrati nel suo locale: prima con un tagliere di salumi e formaggi e poi con diverse tipologie di pala romana, il tutto accompagnato da diversi tipi di vini, tra cui il Barbera d’Alba Superiore.

La pala romana che mi ha stupito più di tutte per il suo sapore è stata quella con grana, bresaola e olio delizioso, anche se la delicatezza di quella con stracchino, mortadella e pistacchi mi è rimasta nel cuore.
Questo posto è stra-consigliato, un’esperienza culinaria che merita di essere vissuta!

Dove gustare i sapori della cucina Piemontese


Dopo aver fatto il Truffle Tour non potevamo lasciare il Piemonte senza aver assaggiato almeno una delizia al tartufo.


Al Ristorante Moda Venue di Ferruccio Ribezzo abbiamo raggiunto livelli di prelibatezza che nemmeno pensavo potessero esistere.

Dopo aver visitato il Ribezza Botique Hotel, un hotel da favola con vista sul paesino di Monforte d’Alba, abbiamo potuto gustare i piatti del ristorante, accompagnati da un tartufo bianco e da un vino talmente buoni che difficilmente riuscirei a descrivere a parole.

Uovo poché con fonduta di formaggio, tajarin al burro fatti a mano e cremoso alla nocciola. Volevate la descrizione della perfezione? Eccola qua.

Per concludere il pranzo in bellezza, ci siamo goduti la splendida vista su Monforte dalla piscina dell’hotel, e poi siamo saliti sulla torre dell’hotel, dove si può godere di un panorama a 360 gradi sul paesaggio circostante.

Visitare Langhe e Roero non è un semplice viaggio, ma un insieme di emozioni che farete fatica a dimenticare. La qualità del cibo, il buon vino e i paesini caratteristici ti fanno capire perché l’Italia sia uno dei paesi più belli del mondo.
Spero di tornare presto a visitare queste terre, perché mi sono rimaste nel cuore.

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Castello di Guarene: un weekend da favola

Ci suono luoghi che credevo esistessero solamente nei film, dove un weekend è in grado di farti rilassare e staccare la spina dallo stress quotidiano. Il Castello di Guarene è…

Ci suono luoghi che credevo esistessero solamente nei film, dove un weekend è in grado di farti rilassare e staccare la spina dallo stress quotidiano. Il Castello di Guarene è uno di questi posti.

Il Castello di Guarene si trova nella regione delle Langhe e Roero, e veglia dall’alto sull’intero territorio con la sua imponenza.

Le stanze del Castello sono la perfetta rappresentazione delle parole Lusso e Comfort.
I letti sono di una comodità unica e hanno un mobile con il televisore a scomparsa che fa un contrasto tra moderno e antico davvero fantastico.

I due bagni sono molto luminosi, completi rispettivamente di doccia e vasca da bagno e con grandi specchi.
Ogni dettaglio è curato alla perfezione, nulla è lasciato al caso.

La cosa più bella della camera, però, è sicuramente la vista.
All’alba e al tramonto si può godere di una luce unica, talmente bella che mi sono alzato apposta all’alba per scattare qualche foto.


Le sale dell’hotel sono semplicemente splendide: Un grosso camino scalda la sala comune arredata con divani e poltrone in pelle, e non manca la sala con il tavolo da biliardo per fare una partita in compagnia.

Il centro benessere del Castello è letteralmente incastonato nella roccia.
Oltre alla piscina sono presenti bagno turco, idromassaggio e sauna.
La parte che ho preferito, però, sono i lettini che affacciano sul paesaggio esterno.

In un Castello così bello non si può che mangiare benissimo.
Abbiamo avuto la possibilità di gustare tipici piatti piemontesi come ravioli al plin e brasato al barolo, seguiti da un dolce alla nocciola che lascia letteralmente senza parole.

Alla prima colazione è dedicata una sala luminosa dove si possono gustare diverse prelibatezze sia dolci sia salate, con una vista mozzafiato. Il tutto in totale relax, come piace a me.

Un’esperienza così merita di essere vissuta, grazie Castello di Guarene per la bellissima accoglienza e ospitalità!

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Falkensteiner Carinzia: Un break in montagna

Con l’inverno alle porte, chi non vorrebbe godersi qualche giorno di relax, magari in un paesaggio innevato? Il Falkensteiner Carinzia è il luogo perfetto per staccare la spina e godersi…

Con l’inverno alle porte, chi non vorrebbe godersi qualche giorno di relax, magari in un paesaggio innevato? Il Falkensteiner Carinzia è il luogo perfetto per staccare la spina e godersi la montagna.

La catena di hotel Falkensteiner ha sempre saputo regalarmi gioie dal punto di vista del design e della cura dell’arredamento degli spazi, ma in questo caso si è decisamente superata.

Le camere

Il legno predomina in tutta la struttura, e ogni angolo è molto curato.
Le camere dell’hotel sono spaziose e con un’ampia doccia, bagno con pavimento riscaldato, due lavandini e un grande specchio. Infine, la bellissima vista sulle montagne ti fa svegliare con il sorriso ogni singola mattina.

La Spa

Ok, abbiamo parlato di relax, quindi non possiamo evitare di menzionare la Spa dell’hotel, che è qualcosa di pazzesco.


La piscina è riscaldata, ed è separata dall’esterno da delle vetrate automatiche che è possibile aprire per godersi un idromassaggio all’aria aperta, anche con zero gradi!


Oltre alla piscina, è possibile accedere alla sauna e al bagno turco, e poi godersi una buona tisana sdraiati sul lettino fino ad addormentarsi come succede a me nel 99% dei casi.

Il ristorante

Anche il ristorante è degno di nota: la colazione è a buffet (molto ricco), ed è anche possibile farsi preparare delle omelettes sul momento dallo chef.


Come al solito mantenere almeno un filo di dignità davanti al buffet è stato mooolto difficile!


Per la cena, invece, vengono proposti piatti diversi ogni giorno, oltre al consueto buffet degli antipasti e formaggi.

Bar e zona relax

Le due zone che mi sono piaciute di più, sono state il bar e la zona relax.
Nel primo è possibile sedersi nelle comode poltrone e godersi un aperitivo vista piscine e montagne, mentre nella zona relax è presente un tavolo da biliardo e un maxi-schermo con Sky: il posto ideale per passare un po’ di tempo in compagnia!

Tempo libero

Se siete amanti dello sci o dello snowboard, a poche decine di metri dall’hotel potete trovare gli impianti sciistici, una comodità davvero non male!
Chi invece ha intenzione di rilassarsi facendo un giro in qualche paesino, può visitare Villach, una cittadina Austriaca che dista pochi km dall’hotel.

In conclusione, scegliendo il Falkensteiner Carinzia si avrà la certezza di soggiornare in un hotel ideale sia per godersi un po’ di relax in montagna, sia per fare attività sportive e divertirsi con la famiglia e gli amici. Un enorme grazie Falkensteiner Hotel, a presto!

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Annecy: Una perla francese vista lago

Dicono che Annecy sia la Venezia francese, ed effettivamente sotto alcuni aspetti ci assomiglia. Le differenze ci sono, e la rendono una vera e propria perla vista lago: ora vi…

Dicono che Annecy sia la Venezia francese, ed effettivamente sotto alcuni aspetti ci assomiglia. Le differenze ci sono, e la rendono una vera e propria perla vista lago: ora vi racconterò perché.

Cosa vedere

Il paesino di Annecy è molto particolare, anche se la cosa che mi ha colpito di più è stato sicuramente il suo lago.

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Svegliarsi ogni mattina con una vista del genere dovrebbe essere obbligatorio per legge, e l’Hotel Imperial Palace (di cui parlerò più avanti) permette di iniziare la giornata con una vista dalla propria camera davvero mozzafiato.


Visitare questo paesino in pieno autunno ci ha permesso di poter godere di sfumature di colori davvero incredibili: ovunque mi girassi sembrava di essere una cartolina.


Oltre al lago, però, anche il paesino di Annecy merita di essere visitato.
Durante la settimana, le vie principali ospitano un mercato pieno di colori e prelibatezze locali, come formaggi, salumi, verdure e molto altro.

Il paesino viene attraversato da un fiume che rende la città molto simile a Venezia. Le casette colorate danno un tono di allegria anche durante le giornate più nuvolose.

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Dove dormire

Una meta del genere è ideale per rallentare un po’, quindi prendersi 4 giorni di relax, magari in un hotel dotato di Spa sarebbe cosa buona e giusta.


L’Hotel Imperial Palace è il luogo ideale in cui soggiornare per godersi appieno una vacanza di questo tipo.


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Innanzitutto gode di una posizione davvero splendida: come dicevo in precedenza, infatti, si trova a pochi metri dal lago e a pochi minuti a piedi dal centro di Annecy, raggiungibile percorrendo una bellissima passeggiata che costeggia il lago.

Intorno all’hotel, c’è un campo da minigolf e uno splendido parco in cui potersi godere un po’ di relax seduto su una panchina in riva al lago.


Dalle camere vista lago, sia al mattino sia al tramonto, la luce regala una vista spettacolare.


Le camere sono davvero splendide, oltre che grandissime! Lo staff dell’hotel, sapendo del compleanno di Erica, ci ha fatto trovare la stanza piena di palloncini, sono stati semplicemente perfetti!

All’interno dell’hotel è presente la Cristal Spa: un paradiso vero e proprio completo di piscina, sauna e hammam.

Una delle cose che ho apprezzato di più dell’hotel è stata sicuramente la cucina. Ogni mattina, lo chef cucina al momento omelette e uova, inoltre è presente un buffet che spazia dal dolce al salato fantastico.

Anche il ristorante è di alto livello, il cibo è molto buono e lo staff è davvero gentile e simpatico.

Perché visitare Annecy

Annecy è la meta ideale per coloro che intendono fare una vacanza in cui possono visitare  un nuovo posto ma che sia anche all’insegna del relax.

Durate l’estate, nel lago è possibile anche fare il bagno o attività come canoa e via dicendo, mentre d’inverno il paesino è ancora più caratteristico grazie alla neve che copre le stradine.

Non mi rimane che ringraziare l’Hotel Imperial Palace per la splendida ospitalità e cortesia, alla prossima!

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Lanzarote: Un vulcano di emozioni

Ci sono posti nel mondo che, una volta visitati, non si scordano facilmente.Lanzarote mi ha conquistato, ed è per questo che voglio raccontarvi uno dei viaggi più belli che abbia…

Ci sono posti nel mondo che, una volta visitati, non si scordano facilmente.
Lanzarote mi ha conquistato, ed è per questo che voglio raccontarvi uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto.

Nera come la terra bruciata

La scelta di questa destinazione non è stata del tutto casuale: avevo già visto molte fotografie su diverse riviste e siti web.

La cosa che più mi incuriosiva, era la morfologia e le caratteristiche estetiche di quest’isola: il nero è il colore predominante, che va a contrastare prepotentemente il colore bianco delle case e degli edifici.

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Momento cultura

Non tutti sanno che l’isola di Lanzarote è prevalentemente di colore scuro a causa di un evento a dir poco devastante accaduto nel 1730.
Per 6 anni consecutivi, infatti, il vulcano Timanfaya ha eruttato senza sosta, coprendo l’intera isola di lava.


Come girare l’isola comodamente

Lanzarote non è particolarmente grande, Google dice che misura circa 845 km quadrati di superficie, e io mi fido.

Grazie alle dimensioni abbastanza ridotte dell’isola, il consiglio che posso dare è quello di affittare un’auto per poter esplorarla in completa autonomia.
Inoltre, i costi per affittare le auto a Lanzarote sono davvero contenuti rispetto alla media europea: si parla di circa 80€ per 4 giorni, compresa l’assicurazione che copre qualsiasi tipologia di danno.

Io ed Erica abbiamo deciso per comodità di visitare l’isola suddividendola in 2 parti.

Da Teguise a Famara

Nella prima parte della nostra esplorazione, siamo partiti alla volta di Teguise, un piccolo paesino caratterizzato dalle famose casette bianche.
Se siete appassionati di Instagram, questo è il posto ideale per scattare foto mozzafiato con cui riempire il vostro feed.

Proseguendo, un’altra tappa obbligatoria è sicuramente il Jardin de Cactus: si tratta di un giardino con più di 1000 varietà di cactus, il tutto circondato da montagne.

Subito dopo, in particolare agli amanti dell’arte, consiglio di visitare Jameo del Agua, una cava artificiale con tanto di piscina davvero particolare.

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Come il Jardin de Cactus, anche Jameos del Agua fa parte dei CACT, i Cientros de Arte, Cultura y Turismo. Ovviamente, acquistare la tessera è molto conveniente: con circa 20-30€ potrete accedere a 3-4 attrazioni presenti sull’isola.

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 Ok, l’arte è molto bella, ma Lanzarote è un’isola, e le sue spiagge non sono davvero niente male!
Caleton Blanco e Playa de Famara ne sono la dimostrazione.

La prima è una spiaggia completamente bianca, talmente bianca che sembra finta.
Questa caratteristica è dovuta al fatto che le rocce nere presenti sull’isola fanno talmente tanto contrasto con l’acqua cristallina da sembrare finte.

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Playa de Famara, invece, è il paradiso dei surfisti. 

Si tratta infatti di una spiaggia dalle lunghissime onde, con sullo sfondo una cornice di montagne imponenti.
Qui è molto facile trovare uomini e donne di tutte le età che si cimentano nel surf.

Le spiagge sono davvero stupende, ma vederle dall’alto è tutta un’altra cosa.

Il Mirador del Rio è il posto ideale per godere di questa vista.
Si tratta di un punto panoramico in cui è presente anche un bar con delle bellissime vetrate.

Da qui, oltre alle spiagge, si può vedere anche la bellissima isola chiamata La Graciosa.

Dal vino ai vulcani (senza essere ubriachi)

Per quanto riguarda la seconda metà dell’isola, il nostro percorso ha avuto inizio a La Geria.
Si tratta di un paesaggio vulcanico davvero mozzafiato, all’interno del quale viene coltivata l’uva per il vino.


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La particolarità sta nel fatto che la vite viene coltivata in buche scavate appositamente per proteggere la pianta dal forte vento che caratterizza l’isola.


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Un lago verde, su un’isola, a pochi passi dal mare.
Di cosa sto parlando? El Chaco Verde, ovviamente!
Si tratta di un anfiteatro vulcanico formatosi dopo l’eruzione citata in precedenza, in cui è confluita l’acqua del mare. La sua acqua assume la colorazione verde a causa delle alghe e dei sali minerali presenti al suo interno.

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Lo sapevate che a Lanzarote si trova una delle spiagge più belle del mondo?


Si tratta di Playa de Papagayo, una bellissima spiaggetta raggiungibile solamente in macchina o a piedi (se siete coraggiosi e allenati).

Se vi rimane tempo, vi consiglio di fare una tappa veloce anche alle Salinas de Janubio, delle bellissime saline che rendono il panorama davvero particolare.

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Coloro che amano visitare i paesini, a Lanzarote avranno la possibilità di visitare delle piccole perle come Puerto del Carmen in cui è possibile trovare molti negozi e locali davvero particolari dove poter gustare il cibo dell’isola.

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Questi sono tutti i motivi per i quali mi sono innamorato di quest’isola.
Per un fotografo è un paradiso, ma anche per coloro che hanno intenzione di visitare un luogo particolare in cui i costi della vita non sono particolarmente elevati.


Spero di essere riuscito a suscitare in voi un po’ di curiosità, ci si vede al prossimo viaggio!

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Innamorarsi di Praga in tre giorni

Se siete persone a cui piace viaggiare, vi sarà sicuramente capitato di scartare “a priori” possibili mete semplicemente perché, a naso, non vi dicevano nulla. A me è successo lo…

Se siete persone a cui piace viaggiare, vi sarà sicuramente capitato di scartare “a priori” possibili mete semplicemente perché, a naso, non vi dicevano nulla. A me è successo lo stesso con la capitale Ceca, ma dopo averla visitata, ne sono rimasto incantato. Ho deciso quindi di raccontarvi perché sia davvero facile innamorarsi di Praga in tre giorni.

La città

Ogni angolo di Praga è particolare, i colori e le architetture sono splendide, a partire da Old Town Square, in cui si trova l’imponente Chiesa di Santa Maria di Tyn.

Questa piazza è sempre piena di vitalità a qualsiasi ora del giorno, ed è un punto perfetto per iniziare il tour della città.
Durante il giorno è particolarmente affollata, poiché in questa piazza si trova anche l’Orologio Astronomico, che purtroppo era sotto ristrutturazione e non sono riuscito a vederlo dal vivo (motivo in più per tornare!).

Durante la sera, invece, la piazza inizia a svuotarsi e le ultimi luci della giornata regalano una vista davvero bellissima.

Ponte Carlo all’alba

La soluzione per vedere Ponte Carlo semi-vuoto? Svegliarsi quando (in teoria) tutti gli altri dormono.Ponte Carlo è sicuramente uno dei simboli più popolari della città, ma la sua bellezza non trova giustizia durante il giorno a causa del flusso di turisti che lo intasa, permettendo a stento di oltrepassarlo.

Per oltrepassarlo ci abbiamo messo un quarto d’ora, si procede a rallentatore e non ci si riesce a godere praticamente nulla.

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Dopo aver faticato molto per alzarsi prima dell’alba, siamo corsi dal nostro Hotel a Ponte Carlo sperando di riuscire a trovarlo vuoto per scattare qualche foto.

Sfortunatamente non siamo stati gli unici ad avere quest’idea: molti sposi Cinesi, infatti, erano già pronti a scattarsi le foto del matrimonio ma nonostante la loro presenza il ponte era comunque semi-vuoto, quindi siamo riusciti a goderci l’alba in questo luogo bellissimo.

Mala Strana

Il quartiere di Mala Strana si trova in uno dei due versanti del Ponte Carlo. Si tratta di un quartiere antico, molto colorato e con una piccola spiaggia che si affaccia sul fiume Moldava, popolato da cigni e con una splendida vista sul ponte.

Se avete avuto la pazza idea di fare come me e svegliarvi all’alba, andate assolutamente a scattare qualche foto da questo spot spettacolare.

Il Castello e la Cattedrale di San Vito

praga-05Il Castello e la Cattedrale di San Vito meritano assolutamente di essere visitati.

L’unico problema è che nella maggior parte dei periodi dell’anno bisogna fare una lunghissima coda prima di entrare.

Non è possibile acquistare i biglietti online per saltare la fila, quindi armatevi di santa pazienza, perché una volta entrati rimarrete sbalorditi.

Il Monastero di Strahovsky

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Gli amanti dei libri rimarranno a bocca aperta dopo aver visto la libreria: qualcosa di incredibile.

Proseguendo il percorso che porta al Castello di San Vito, si può raggiungere il Monastero di Strahovsky e la bellissima libreria. Anche in questo caso, vale la pena affrontare la strada in salita.

 

Per scattare le foto all’interno della libreria è necessario pagare 1€, quindi se siete in gruppo e non volete spendere soldi inutilmente, scegliete il fotografo che avrà il compito di immortalare questa bellezza e stategli col fiato sul collo affinché fotografi ogni angolo!

Il cibo

Ok, la città è molto bella, ma vogliamo parlare del cibo?

A Praga, gli amanti della birra trovano El Dorado: dico solo che mezzo litro di birra costa meno di mezzo litro d’acqua, oltre ad essere davvero buona.

Io mi sono definitivamente innamorato del Gulash, che viene servito all’interno di una pagnotta scavata. Ne avrei mangiato a dozzine, se non fosse che sarei tornato a casa rotolando.

Anche la carne è buonissima, sia allo spiedo che sottoforma di hamburger. Un’altra nota positiva è che i prezzi sono abbastanza contenuti, quindi si può tranquillamente mangiare benissimo senza spendere delle cifre assurde!

Cosa Fotografare a Praga

Per chi, come me, ama viaggiare e soprattutto fotografare, troverà Praga perfetta per scattare foto stupende.

Per facilitarvi il lavoro, ecco un mini-elenco dei luoghi che secondo me devono essere fotografati:

1- Ponte Carlo all’alba;
2- Il quartiere di Mala Strana;
3- La libreria del Monastero di Strahovsky;
4- La spiaggia nel quartiere di Mala Strana;
5- Il tramonto visto dalla torre del Ponte Carlo.

Questi sono solo alcuni spot, ma la città è piena di angoli splendidi e colorati, come ad esempio tutta la passeggiata che costeggia il fiume Moldava o le vie interne e più nascoste.

Consiglio di portare con sé un grandangolo: personalmente ho usato nel 70% delle mie fotografie focali che vanno da 17mm a 35mm. Ad ogni modo sappiate che portare un teleobbiettivo non è mai una scelta sbagliata, quindi se ne avete la possibilità non trascurate anche questa possibilità.

Un ultimo consiglio: se avete intenzione di fare delle lunghe esposizioni sulla torre del ponte Carlo, sappiate che non potrete utilizzare il treppiede. Infatti, oltre ad essere vietato, non troverete lo spazio materiale per riuscire ad aprirlo.

Io per risolvere questo problema ho appoggiato la mia refelx sul muro della torre, se non volete rischiare di farla cadere non fatelo, oppure tenete sempre in mano la cinghia. Sappiate che il risultato di una lunga esposizione è davvero notevole, a voi la scelta e buona luce!

 

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Gimbal Hohem HG5 PRO: Video di livello professionale

Nel corso degli ultimi viaggi, oltre al lato fotografico, ho voluto sperimentare quello video. Dopo poco mi sono reso conto che senza uno stabilizzatore adeguato, la resa dei video non…

Nel corso degli ultimi viaggi, oltre al lato fotografico, ho voluto sperimentare quello video. Dopo poco mi sono reso conto che senza uno stabilizzatore adeguato, la resa dei video non è per nulla soddisfacente. Grazie alla mia esperienza con il Gimbal Hohem HG5 PRO, sono riuscito ad alzare la qualità finale delle mie riprese: adesso vi racconterò come.

Coloro che si approcciano per la prima volta al mondo della fotografia, molte volte ignorano il fatto che dietro a una bella foto non c’è solamente l’azione del “punta e scatta”. Infatti, dietro ad ogni singola fotografia fatta con criterio, c’è uno studio accurato della luce, della post-produzione, dell’attrezzatura e della fotocamera stessa.

Tutti possono girare un video in automatico, in pochi sanno farlo in maniera professionale

Per quanto riguarda i video è la stessa identica cosa.
I professionisti o, in generale, coloro che intendono spingere in alto l’asticella della qualità del prodotto finale, utilizzano software, attrezzatura e impostazioni particolari.

Nel mio piccolo, nonostante non sia un videomaker professionista, ho potuto constatare come ci sia una differenza abissale tra un video girato a mano e un video girato con un Gimbal.

A chi è rivolto il Gimbal Hohem

Il Gimbal che ho utilizzato è un Gimbal Hohem HG5 PRO, dedicato alle action cam, nel mio caso l’ho affiancato alla mia GoPro Hero 5.

recensione-gimbal-hohem-h5g-pro-05Si presenta in una custodia rigida dotata di retina porta-cavi molto comoda e pratica per poter essere trasportata con facilità, ideale per chi viaggia molto e vuole tenere gli oggetti di valore al sicuro e in ordine.

Questo tipo di attrezzatura è rivolto a tutti coloro, professionisti e non, che intendono migliorare in maniera definitiva i loro video attribuendo loro un tocco decisamente professionale.

 

Ovviamente l’utilizzo di un Gimbal non implica automaticamente la buona riuscita di un video, poiché ci sono molti altri fattori che influiscono in maniera determinante, però ne aumenta sicuramente la qualità.

Caratteristiche e modalità d’uso

Il Gimbal non è particolarmente ingombrante, come si può notare dalle specifiche tecniche.
I materiali con i quali è composto sono di buonissima qualità, non ho mai avuto la sensazione che si potesse rompere da un momento all’altro e non ho mai sentito quei rumori fastidiosi tipici di quei prodotti di bassa qualità.

Sul suo “braccio” sono presenti un joystick per controllare la rotazione e l’inclinazione della action cam e un pulsante che serve a cambiare la modalità di ripresa nelle seguenti opzioni:

– Un click: Panning Mode Following

– Due click: Panning and Pitching Mode Following

– Tre click: Lock Mode Following

– Pressione per 6 secondi: Configurazione

Nella confezione è presente anche la batteria che ha una buona durata. Il Gimbal si carica tramite un cavo micro-USB in dotazione e dopo averlo utilizzato per diverse clip, sono arrivato tranquillamente a fine giornata.

La prima sensazione che ho avuto dopo averlo impugnato è stata sicuramente la sua solidità e l’impressionante precisione e fluidità di movimento. Nonostante abbia fatto riprese in cui correvo o mi trovavo in macchina, il Gimbal ha saputo mantenere una stabilità impressionante.

Lo ammetto, ci vuole un po’ di tempo per prenderci la mano e per capire quale sia la modalità migliore da usare, ma una volta capito come funziona il resto è una passeggiata.

La differenza delle riprese effettuate con il Gimbal si nota eccome: utilizzando videocamere con schermi piccoli come ad esempio le action cam, molte volte capita che alcuni video che inizialmente sembravano perfetti, una volta visualizzati al computer si rivelino mossi.

In conclusione vorrei ringraziare i ragazzi di Auriga per avermi permesso di provare questo bellissimo Gimbal. Se avete intenzione di creare un filmato degno di nota, senza che le riprese sembrino fatte da uno scimpanzé ubriaco vi consiglio assolutamente questo acquisto.

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Falkensteiner Resort Capo Boi: Relax nel rispetto della natura

Vacanza significa soprattutto relax, ma anche attività all’insegna del divertimento, cucina di qualità e ovviamente location da sogno. Il mix perfetto di tutti questi elementi li ho trovati al Falkensteiner…

Vacanza significa soprattutto relax, ma anche attività all’insegna del divertimento, cucina di qualità e ovviamente location da sogno. Il mix perfetto di tutti questi elementi li ho trovati al Falkensteiner Resort Capo Boi.

La struttura

La Sardegna è famosa per la sua natura particolare e le sue spiagge da cartolina, il Falkensteiner Resort Capo Boi è una struttura costruita in una piccola insenatura nella parte sud dell’isola, nel piano rispetto della natura.

Appena arrivati ci si accorge subito della cortesia e dell’eleganza che caratterizza tutto lo staff. Dopo aver fatto un giro della struttura caratterizzata dai colori beige, bianco e azzurro, veniamo accompagnati alla nostra camera dove ci aspettano le nostre valigie.

La struttura è caratterizzata da diverse tipologie di alloggi, si va dalle camere “classiche”, alle suite e villette indipendenti.
All’esterno della struttura principale sono presenti piscine, spa, bar, ristoranti, campi da calcio e tennis e tanto verde in cui poter praticare attività come yoga, pilates e molto altro di cui parlerò più avanti.

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La camera

falkensteiner-capo-boi-20Subito dopo essere entrato nella nostra camera, sono rimasto colpito dall’eleganza dell’arredamento tipico sardo, in cui la cura dei dettagli assume un ruolo fondamentale, creando un mix di colori davvero particolare.

La nostra camera era dotata di un ampio balcone che si affaccia direttamente sul mare, attrezzato con tavolino, sdraio e divano in cui potersi rilassare a fine giornata.

 

 

La cucina

falkensteiner-capo-boi-10Quando si parla di cibo, l’eccellenza italiana occupa sempre un posto in prima linea. L’Osteria sul Mare, un ristorante in prossimità della spiaggia privata del resort.

In questa splendida location, io ed Erica abbiamo avuto il piacere di gustare rispettivamente trofie alla carlofortina con pesto, pomodorini e tonno e linguine all’astice. La particolarità di questo ristorante è data dal fatto che il pesce è fresco di giornata, ed è esposto nel bancone con il ghiaccio del ristorante.

La colazione è semplicemente perfetta. Vengono servite diverse varietà di cibi, i prodotti sono di altissima qualità e sempre freschi. Un’omelette cucinata al momento è il modo perfetto per iniziare la giornata!

La cena a buffet offre tantissime alternative per tutti i gusti: dal pesce fresco, alla carne cucinata al momento, passando per un’infinità di qualità di formaggi. I dolci sono davvero spettacolari, nonostante io abbia mangiato davvero tanto non ho potuto fare a meno di provarli!

falkensteiner-capo-boi-11Il gelato merita una menzione particolare. Si parla infatti di quello del mastro gelatiere Marco Serra alla Bottega del Gelato. Dopo aver assaggiato i gusti gianduia e nocciola, posso dire con certezza di aver mangiato la perfezione sotto forma di gelato.

La spa

In questo paradiso terrestre non poteva di certo mancare un luogo in cui potersi rilassare usufruendo di trattamenti esclusivi, sauna, bagno turco, biosauna (un mix particolare di sauna e bagno turco) e una splendida area relax con i divani più comodi e accoglienti mai provati.

Tutto questo si trova all’Acquapura SPA, anche se personalmente la cosa che più mi ha colpito è stata la piscina che si affaccia direttamente sul panorama del resort.

Le attività

Non solo relax: al Falkensteiner Resort Capo Boi è possibile immergersi in un mare di attività per tutti i gusti.

Si varia da attività come yoga, pilates, TRX affiancate da personal trainer, ad altre come tennis, beach volley, tiro con l’arco, escursioni, snorkeling e calcio.

All’interno del resort è presente anche una galleria d’arte in cui si può provare una bellissima esperienza grazie al visore VR e un bellissimo cinema all’aperto.

Anche per i più piccoli sono presenti attività dedicate come un servizio di babysitting e la possibilità di passare del tempo in compagnia degli asinelli e delle caprette del resort.

Il mare e le piscine

Il resort dispone di tre piscine esterne: un’activity pool dedicata alle famiglie e ai bambini, un’infinity pool affacciata direttamente sulla spiaggia e sul mare e una piscina sottostante collegata a quella precedente con una cascata all’interno della quale sono presenti delle rocce naturali sarde.

I lettini imbottiti e i morbidi asciugamani rendono il relax ancora più profondo.

falkensteiner-capo-boi-16L’impegno di Falkensteiner nei confronti dell’ambiente è molto concreto, e lo testimonia la baia privata situata nell’area protetta di Capo Carbonara. Ogni anno, la Posidonia oceanica che protegge la baia dall’erosione viene tolta dalla spiaggia per essere posizionata in un’area apposita in modo da poter essere poi riutilizzata in seguito.

 

 

Villa Bellavista

Questa splendida villa si trova a pochi passi dalla struttura principale, ed è in grado di regalare una vista mozzafiato a 360 gradi sul mare e sulla natura che circonda il resort. La villa è costruita su un unico piano ed è dotata di 4 camere da letto, un soggiorno ampio dotato di tutte le comodità del caso, terrazze e una piscina privata a sfioro a dir poco stupenda.

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Anche nella villa, l’arredamento riprende il tocco di artigianato sardo unito alla perfezione con linee moderne e raffinate.

Soggiornare al Falkensteiner resort Capo Boi è stata un’esperienza davvero unica. Annoiarsi è praticamente impossibile, ma allo stesso tempo si può godere di un relax totale.

 

Non mi resta che ringraziare tutto lo staff per la bellissima esperienza che consiglio vivamente a tutti coloro che cercano una vacanza indimenticabile.

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THotel: Alla scoperta di Cagliari

Se anche il National Geographic sostiene che la città di Cagliari sia “una delle mete più sottovalutate d’Europa”, un motivo ci sarà. Per scoprire questa perla del Mediterraneo il THotel…

Se anche il National Geographic sostiene che la città di Cagliari sia “una delle mete più sottovalutate d’Europa”, un motivo ci sarà. Per scoprire questa perla del Mediterraneo il THotel è il posto ideale in cui soggiornare e ora vi spiego il perché.

La struttura

Dopo aver varcato la soglia del THotel si nota subito la cura dei dettagli e l’eleganza dell’arredamento.
Gli spazi comuni sono molto accoglienti e luminosi, e personalmente ho apprezzato molto la presenza di una cascata interna e del bar con bancone circolare in cui potersi godere un cocktail in completo relax.

All’interno della struttura, sono presenti i ristoranti e la spa. La struttura centrale è collegata ad una torre di 15 piani dove abbiamo alloggiato noi, che regala un panorama stupendo sulla città di Cagliari di cui parlerò più avanti.

La camera

Dopo essere saliti al 14esimo piano della torre, entriamo nella nostra camera e rimaniamo stupiti dalla bellezza dei colori e dell’arredamento.

Oltre ad aver apprezzato la pulizia a dir poco impeccabile, la cosa che ci ha lasciato di più a bocca aperta è stata la vetrata che percorre l’intera camera e il bagno, dalla quale si ha una vista incredibile sul mare e sulla città.

Totale relax nella Spa

Trovare un hotel in città con una Spa non è una cosa molto comune, eppure il THotel ha saputo regalarci quest’altra gioia.
La piscina è dotata di 6 tipi di getti di idromassaggio (compresi i lettini, che avrei voluto portarmeli a casa) e sul tetto sono presenti delle piccole luci che sembrano stelle e che creano un’atmosfera davvero particolare.
Il percorso comprende anche bagno turco, doccia emozionale e cromoterapia.

Dopo aver passato qualche ora di relax in questo paradiso, ne siamo usciti completamente rinati.

Il ristorante

Chi mi conosce lo sa, il mio amore per il cibo non conosce confini, e il THotel ci ha fatto vivere un’esperienza culinaria davvero unica che voglio assolutamente raccontare.

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Tutto inizia con la location: un tavolino nell’isolotto al centro della piscina dell’hotel che ci ha regalato un’atmosfera magica.

Lo chef Damiano ha cucinato per noi diversi piatti, uno più buono dell’altro, che il Maitre Gigi ci ha descritto accuratamente abbinando una serie di vini che si sposavano perfettamente con i piatti.

 

Erica ha potuto assaporare crudités di ostrica, scampo e tonno con una centrifuga di mela verde e zenzero e tagliolini al limone e frutti di mare.

Per me, invece, lo chef ha preparato un delizioso carpaccio di manzo al pepe con mousse al formaggio e pesto e dei tagliolini al tartufo che erano la fine del mondo.

Sia io che Erica, abbiamo inoltre potuto gustare il carpaccio di muggine con frutto della passione come primo antipasto, ravioli con burrata di bufala serviti sulla salsa di pomodoro più gustosa che io abbia mai assaggiato e come secondo un delizioso filetto di San Pietro con verdure e salsa al vermentino.
Come dolce ci è stato servito un tortino vegano al rosmarino in salsa di fragole accompagnato da un passito che ha rappresentato la perfetta conclusione di una cena-capolavoro.

Ho sempre pensato che per ideare e cucinare piatti particolari come questi sia necessario un vero e proprio talento, lo chef Damiano ha confermato la mia idea rappresentando appieno l’eccellenza culinaria italiana.

Aver potuto soggiornare nel THotel è stato un piacere; l’eleganza, la cordialità e la gentilezza del personale hanno contribuito a rendere questa nostra esperienza splendida sotto tutti i punti di vista. Non mi rimane che ringraziare tutto lo staff, nella speranza di rincontrarci presto.

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